Riprese aeree con drone in prov. di Arezzo – Toscana – Dott. Gabriele Parvi, Forestale [Pilota UAS]

Alcune riprese aeree da drone in provincia di Arezzo, Toscana. Forniamo riprese aeree con drone di alto livello per rilievi tecnici come fotogrammetria e ricostruzione 3D, riprese agricole, culturali, immobiliari, ispezioni di strutture edilizie, ponti, infrastrutture, pannelli solari, e riprese per eventi come cerimonie o feste.
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© Dott. Gabriele Parvi – Studio Tecnico Agronomico, Forestale e Ambientale in prov. di Arezzo

Albero più alto d’Italia 2021, Casentino, Toscana – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo

Misurato in tree climbing da Giant Tree Foundation nel 2021 è l’albero autoctono più alto d’Italia. Ebbene si, non si tratta di una specie esotica ma di un albero indigeno delle nostre foreste.
Si trova nei pressi del monastero de La Verna in provincia di Arezzo in Toscana nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e si tratta di un Abete bianco (Abies alba Mill.) ultrasecolare, di circa 250-300 anni. I monaci de La Verna lo hanno intestato a Papa Giovanni Paolo II.
Misura ben 51,85 metri di altezza con una circonferenza di 5,22 metri.
Il monaco che lo ha inizialmente individuato e misurato con un semplice metodo trigonometrico lo ha poi segnalato per i dovuti accertamenti. Sempre il monaco, confida durante una visita scientifico/didattica, che qualche anno fà a causa del maltempo proprio questa pianta perdeva il cimale il quale misurava circa 3 metri, altrimenti sarebbe ancora più alta di quanto non sia oggi. Difatti la cima risulta essere biforcata.
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Direzione cantiere di manutenzione alberature, Siena -Toscana – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo [Pilota UAS]

Direzione dei lavori commissionata dalla Provincia di Siena nell’ambito della progettazione di interventi di manutenzione alle alberature stradali in Toscana, potature e abbattimenti di conifere e latifoglie. La figura dell’arboricoltore in ambito urbano e ornamentale è fondamentale nel fornire indicazioni efficaci seguendo i principi delle buone pratiche arboricolturali, quindi sulla gestione multifunzionale degli interventi manutentivi.
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SILA, Cosenza – Calabria – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo [Pilota UAS]

Riprese aeree da drone dell’altopiano Silano nell’appennino calabro caratteristico per la presenza di boschi misti di conifere e latifoglie, i suoi laghi e la presenza stabile dei lupi.
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Il video inizia con l’Elefante di Campana conosciuto anche come Giganti di Pietra di Campana, detti anche Pietre dell’Incavallicata, sono formazioni rocciose ritenute essere strutture megalitiche nei pressi del parco nazionale della Sila;
Continua con una ripresa panoramica del lago Arvo e del suo panorama presso Lorica situato nella Sila Grande a 1314 m s.l.m., in cui si immette l’omonimo fiume che nasce dai monti della Sila;
Infine vediamo la riserva naturale I Giganti della Sila, nota anche come riserva naturale del Fallistro dal nome della località in cui si trova è un’area naturale protetta istituita nel 1987 situata nella provincia di Cosenza.
Quest’area ospita esemplari di Pinus nigra laricio (Poir.) Maire, pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, fino a 45 metri di altezza e diametri alla base di circa 2 metri, tanto da essere spesso paragonati per dimensioni alle sequoie nord-americane. I pini presenti nella riserva sono 58. Questa è una sottospecie di Pinus nigra diffusa in Corsica, Calabria e Sicilia che si è differenziata in tempi remoti.
La selvicoltura in questa terra ha radici antichissime. Le foreste silane sono da sempre sfruttate per la pece, la trementina e la raccolta del legname. Innumerevoli navi, chiese ed edifici vennero costruiti utilizzando tronchi provenienti dalla Sila, sin dalla notte dei tempi.
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Rilievo fotogrammetrico a supporto della revisione del Piano di Gestione forestale, Liguria – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo

Rilievo richiesto per la stima della biomassa legnosa da integrare con i rilievi a terra e confrontare i dati con quelli precedenti e stimare inoltre la crescita del bosco nel periodo.
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Il Piano di Gestione Forestale (PdG) è uno strumento di pianificazione obbligatorio per i beni silvo-pastorali sia dei soggetti pubblici che privati e, in quanto tale assume un ruolo fondamentale nel disciplinare e promuovere  l’uso sostenibili dei bosco e dei pascoli. Con questi, infatti sono disciplinate le utilizzazioni boschive, è descritto lo stato dei diritti degli usi civici e le relative modalità di godimento, sono indicate le norme per lai raccolta e la tutela dei prodotti secondari del bosco (quali ad esempio funghi, erbe officinali, ecc.), sono individuati e pianificati gli  interventi di miglioramento relativi alla prevenzione degli incendi, ai rimboschimenti, alle ricostituzioni boschive, alle sistemazione idraulico-forestali, ai miglioramenti dei pascoli, al miglioramento e manutenzione della viabilità nonché a quelli finalizzati all’uso delle risorse silvo-pastorali ai fini ricreativi e di protezione dell’ ambiente naturale.
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Anastomosi della chioma – Cannes (Francia)

Anastomosi della chioma in Arboricoltura ornamentale - GeoPlantae.it del Dott. Gabriele Parvi, Arboricoltore Forestale, Pilota droni, Arezzo, Siena, Firenze, Toscana

L’anastomosi è quel fenomeno di interconnessione fra porzioni della stessa pianta o di piante diverse della stessa specie, meno frequentemente fra specie diverse. Questo fenomeno può avvenire nella chioma, nelle radici, o nei fusti attraverso una pressione meccanica reciproca, naturale o artificiale ad esempio nell’arboricoltura ornamentale, fino al congiungimento dei tessuti che col tempo creano una continuità vascolare ed una condivisione di acqua, sali minerali, zuccheri, ma anche di agenti patogeni quali spore fungine.
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Foresta di Pramosio vista da drone, Udine – Friuli – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo [Pilota UAS]

La Foresta Regionale di Pramosio a 1521 m s.l.m. uno dei luoghi più suggestivi della Carnia nel Comune di Paluzza (UD), è anche una delle più incontaminate della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Dal 2004 le foreste di proprietà regionale sono certificate P.E.F.C. (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), schema procedurale per la gestione forestale sostenibile.
La selvicoltura come l’agricoltura sono attività dell’uomo che modellano seppur in modo e con rilevanza diversa la maggior parte del territorio del Paese, il tecnico forestale è la figura centrale non solo quale cerniera tra l’ambiente naturale e il territorio ma una delle figure professionali più idonee nelle decisioni politiche e amministrative per una gestione attiva, sostenibile delle risorse e per valorizzare sia la qualità dei prodotti sia la qualità degli insediamenti e delle infrastrutture dell’uomo negli ambienti “rurali”.
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Tempesta VAIA un anno dopo: vista aerea, Udine-Friuli – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo [Pilota UAS]

L’evento è conosciuto con l’appellativo di “tempesta”, ma i venti hanno raggiunto le velocità “uragano” nella Scala di Beaufort, venti che comunemente si originano solo su acque tropicali o subtropicali del pianeta.
La tempesta Vaia è stato un evento meteorologico estremo che ha interessato il nord-est italiano (quasi essenzialmente l’area montana delle Dolomiti e delle Prealpi Venete) a seguito di una forte perturbazione di origine atlantica, che ha portato sulla regione, a partire dal 26 ottobre 2018 fino al 30 ottobre piogge persistenti e vento fortissimo soffiando tra i 100 e i 200 km/h per diverse ore.
Ha provocato lo schianto al suolo di milioni di alberi, con la conseguente distruzione di decine di migliaia di ettari di foreste alpine di conifere, configurandosi dunque come un vero e proprio disastro naturale. Specialisti degli alberi tecnici forestali e arboricoltori da tutta Italia sono stati impegnati per la piantagione di nuovi alberi e la cura di alberi adulti danneggiati sopravvissuti alla tempesta.
Nel video la situazione nel Cadore occidentale un anno dopo l’evento calamitoso.
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Carotaggio di una quercia, Siena, Toscana – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo

Il “carotaggio” è una tecnica dendrometrica di campionamento grazie alla quale si preleva un tassello di legno corrispondente al raggio del tronco o di una grossa branca. E’ spesso utilizzato in Arboricoltura in quanto è un metodo poco invasivo che consiste nell’avvitare una trivella cava al suo interno, il Succhiello di Pressler, perpendicolarmente al fusto.
Raggiunto il centro dell’albero si inserisce poi l’estrattore che permette di tirare fuori la carota cilindrica del diametro di una matita circa. Successivamente all’estrazione della carota “svitiamo” la trivella che viene disinfettata assieme al foro d’ingresso nella pianta.
Sul campione estratto è possibile contare gli anelli, i diversi cerchi annuali, per stabilire l’età dell’albero senza abbatterlo ma non solo; è uno strumento utile per valutare lo stato interno del legno, e ancora la resistenza alla rottura con altri opportuni strumenti.
Campioni che si presentano “bagnati” o che si frantumano a mano rappresentano un avanzato stato di alterazione, inoltre colorazione scura e odore pungente di muffa sono indici di agenti di carie e marciumi.
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Valutazioni di stabilità alberature stradali in prov. di Siena, Toscana – Dott. Gabriele Parvi, Forestale Arezzo

Incaricato dall’Amministrazione Provinciale competente quale Arboricoltore esperto nella cura e gestione degli alberi per l’attività di valutazione delle condizioni vegetative, fitosanitarie e di stabilità degli alberi. Nel caso specifico la valutazione è stata affrontata secondo il protocollo redatto dall’ISA (International Society of Arboriculture e la metodologia VTA (Visual Tree Assessment) che rappresenta ad oggi una delle metodologie di indagine più efficaci, sperimentata ed universalmente riconosciuta per l’identificazione degli alberi a rischio statico e non solo, attribuendo a ciascun esemplare monitorato una determinata Classe di Propensione al Cedimento, secondo la classificazione codificata dalla SIA (Società Italina di Arboricoltura, sezione italiana dell’ISA).
Lo scopo della valutazione è quello di descrivere l’albero al fine di determinarne le condizioni vegetative, fitosanitarie e la conseguente pericolosità (o propensione al cedimento). L’attività considera anche il rischio di possibili danni a cose e persone, nell’eventualità che si verifichi un cedimento di tutta o parte della struttura arborea.
Porzioni alterate o degradate sono causa di discontinuità delle tensioni interne del legno e richiedono modifiche della distribuzione dei carichi nei limiti delle buone pratiche arboricolturali. Si interviene su una pianta per questioni legate alla sicurezza, alla mitigazione del rischio, all’estetica.
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